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DEKRA Rekordwochende 2011

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Da uno dei nostri "inviati" a Dekra, Giovanni Ropolo:


Torino, 5 agosto 2011

Buonasera a tutti,

temo di dovervi delle scuse se tanto ho atteso per raccontarvi un poco, da inviato speciale italiano (il mio compagno d'avventura Marcus Borg è più "italienisch"), il DEKRA Rekordwochende 2011.
E sarà l'atmosfera che m'ha fatto tornare ad una settimana fa. Pioggia. Regen, insistente e caparbia regen. Ed altrettanto insistente e caparbia la simpatica Sabrina Grun, ventiseienne ultrafondista, è l'unico atleta a raggiungere un qualche traguardo. Condizioni difficili fanno sì che l'atteso Christian Ascheberg si fermi a due ore e poco più con le pulsazioni impazzite (lo cruccia il pensiero della Paris-Brest-Paris), il franzose Aurelien Bonneteau tre ore dopo (stordito dall'umidità, e dalla velocità insostenibile di Wulf Kraneis, che non sapeva essere elettricamente assistito...), lo stesso Kraneis non riesce nell'impresa di fare 1000km con una carica di batterie (esaurite intorno ai 750). Anche Robert Carlier, unico ad affrontare le intemperie a viso aperto, dopo sei ore parcheggia l'M5 a bordo pista, bacia la compagna, e si ritira. Charles Henry nemmeno parte. Piove, inizia a farsi buio, non c'è nessun'altro sulla pista allagata e Sabrina continua, "soltanto" fino alle 12 ore, "soltanto" 370km (non è record assoluto), ma il Rekordwochende è onorato della sua impresa. (Ah, dimenticavo, praticamente Sabrina non aveva mai pedalato prima su una recumbent).

Credo ormai lo sappiate tutti, è stato l'inizio della settimana successiva l'appuntamento per la sfida tra giganti. Gert-Jan Wijers dal vivo lo è davvero, così come Pieter Hollebrandse; e stringendo la mano a Damjan Zabovnik e Francesco Russo si intuisce quanta grandezza ci sia anche lì, vincolata alle carenature più ristrette che riescano a vestire. Un po' di sfortuna ed il team olandese si ferma ad 88km e rotti; finalmente un po' di fortuna e Francesco (mi ha concesso di dargli del tu) porta l'asticella oltre i 90, oltre i 91, oltre i 91.5, o lì intorno, secondo le misurazioni. Una bella coppia il geniale designer-builder-rider sloveno ed il forte svizzero (gia accoppiato con moglie bellissima, a dire il vero), che si migliora in un colpo solo di 7km. A proposito di coppie è bello vedere con quanto affiatamento compagne e compagni seguono i consorti nella loro passione estrema, che spesso condividono.

Peccato che nel wochende il capolavoro dell'Università di Delft sia rimasto nel grande cassone azzurro e che "EivieStretto", prima di esser portato lontano, si sia spogliato soltanto qualche minuto nel grande garage messoci a disposizione da Frau Dekra. Quei due-tre giorni nel garage mi rimarranno impressi, per la semplice meraviglia di dormire sotto lo stesso tetto di Madame Buatois, di rimanere a tarda ora discorrendo di veicoli estremi con l'altro compagno di viaggio Felix, con le champion Bonneteau, o mio papà nel dormiveglia dopo un giorno di guida. Per i campioni del giorno non era giornata. Torneranno, ma i mezzi sono fermi. Forme affusolate nel crepuscolo, che il Sig. Bulk guarda con occhio istintivo e che credo continui a plasmare nella mente. L'ultimo Milan è in un angolo, strettino e bassino, ad occhio capace di portare qualcuno vicino ai 1300km/giorno, forse il Sig. Ascheberg o forse qualcun altro. Lo Speedhawk prende polvere. Le tante Brompton di assistenza grondano acqua. Nell'aria ci sono progetti per il futuro, umidi.

Stavo per scrivere un peccato n°2 (che a questi livelli non si senta parlare di italiani) quando ho scoperto che Francesco Russo, la star del momento, l'uomo in testa alla lista dei records dell'ora, ha anche cittadinanza italiana... Lo ringrazio per la precisazione, che mi costringe a ribaltare il giudizio sulla presenza (minima, ma di assoluto livello) della nostra nazione in questo sport.

Giovanni

Risultati dei tentativi sulle 24 ore.
Foto pubblicate su Droplimits.
Resoconto e foto del record sull'ora Russo/Zabovnik (googletranslation dal tedesco).
Resoconto e foto del tentativo sull'ora Team Delft.