Propulsione Umana - Human Powered Italia ha iniziato la sua attività nel settore degli HPV acquatici avviando una collaborazione con il Trieste Waterbike Team, un gruppo italiano di esperienza ventennale e consolidata fama internazionale che vanta un palmarès di prim'ordine.
In occasione del 20ennale del Team, il gruppo triestino ha deciso di allestire un tentativo di record singolare, una 24 x 1 ora. Il 4 e 5 maggio scorsi, nelle acque del più centrale lungomare di Trieste, 26 equipaggi di 3 atleti si sono alternati per 24 ore con frazioni di 55 minuti ciascuna. Il veicolo utilizzato è stato l'Ordegno, il catamarano in carbonio e alluminio con cui già nel 2005 il Team ha stabilito il record di 176,8 km percorsi in 24h da un solo equipaggio. L'intento attuale era duplice. Celebrativo, per festeggiare 20 anni di successi con tutti i collaboratori che negli anni si sono avvicendati per renderli possibili. Tecnico, per testare maggiormente le prestazioni del mezzo rispetto alla resistenza degli atleti.
Il primo obiettivo era migliorare il record mondiale della categoria detenuto dallo stesso TWT con 176,8 km, distanza che è stata superata dopo appena 17h 12m. Il secondo obiettivo, stabilire il record della 24 x 1 ora, è stato coronato raggiungendo 233 km (i dati sono ancora provvisori, per quelli ufficiali occorre attendere l'integrazione delle misurazioni effettuate con diversi metodi, manuali e GPS).
Propulsione Umana è stata chiamata insieme ad HPV Deutschland a svolgere la funzione di osservatore per la convalida del record, incaricati sul campo Giuseppe Carignani e il sottoscritto per PU e Andreas Schlief per HPVD. Da notare anche l'apprezzata presenza di Luca Paolo Ardigò ed altri ricercatori della Facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Verona per condurre test sugli aspetti meccanici e metabolici osservabili nel corpo umano sottoposto a questo tipo di sforzo.
Il tentativo di record si è svolto all'interno della festosa cornice della Bavisela, tradizionale appuntamento triestino di 3 giorni culminato con la Maratona d'Europa. Le operazioni alla postazione su Molo Audace, di fronte alla centrale Piazza Unità d'Italia, sono iniziate già il pomeriggio di giovedì 3 con il montaggio del catamarano a pedali e 3 posti, l'Ordegno, e il posizionamento della piattaforma mobile utilizzata per i cambi equipaggi. Il mattino seguente si è montato il gazebo per la maratona di staff ed equipaggi, e nell'antistante bacino San Giusto sono state ancorate le 4 boe in quadrato che avrebbero delimitato il tracciato per il record. Gli osservatori hanno quindi verificato la posizione delle boe con misurazioni manuali da integrare con i sistemi di misurazione GPS (georeferenziati) installati a bordo dell'Ordegno e indossati da diversi partecipanti. La forte variabilità di posizione delle boe dovuta all'effetto di marea, correnti, moto ondoso e vento, hanno imposto di quadruplicare strumenti e metodi di misurazione e di controllo per assicurarne l'attendibilità.
Alle 16 di sabato 4 maggio, tutto era pronto per la partenza ed il primo equipaggio ha preso il via dal pontile mobile, con un mare leggermente increspato. Gli osservatori si sono dedicati alla registrazione manuale dei tempi, inclusi i passaggi ad ogni giro e i cambi equipaggio, e ai controlli delle condizioni atmosferiche e di percorso, verificando in seguito spostamenti delle boe fino a 17 m. Tutto si è svolto regolarmente durante il pomeriggio, tra l'eccitazione della prova e l'animazione della Bavisela con il suo sottofondo musicale. Gli equipaggi del Trieste Waterbike Team, i membri storici e gli acquisti più recenti, i più costanti e gli occasionali, si davano il cambio per il loro turno di un'ora scarsa sull'Ordegno. A terra equipaggi e staff attendevano contando su una robusta e precisa organizzazione che ha provveduto ad alimentare e abbeverare tutti generosamente, contribuendo al buonumore e al tipico spirito scanzonato triestino. Alle prime ore della sera, con vento e mare ora calmissimi, anche l'atmosfera si faceva via via più tranquilla, e le attività in acqua e a terra procedevano regolarmente, chi pedalando, chi scaldandosi e gli altri a commentare i tempi degli amici o a scommettere sulla riuscita finale. La lunga notte ha visto atleti, organizzatori e osservatori impegnati a turno a pedalare, incitare e registrare, oppure dediti a rifocillarsi e concedersi brevi riposi improvvisati.
Le condizioni della prova sono rimaste tranquille e favorevoli, con un leggera brezza notturna, fino a metà mattina. Verso le 10 un vento insistente ha iniziato ad agitare il bacino di gara, e intorno a mezzogiorno l'Ordegno ha dovuto esser portato in secca una prima volta per correggere il fissaggio del telaio alla struttura portante degli scafi, messo a dura prova dalle sollecitazioni. Dopo uno stop di 17' si è ripreso il tentativo, ma un secondo problema si è presentato meno di un ora dopo. In condizioni di mare agitato, la capacità di intervento del gommone a motore di sicurezza era diventata cruciale, e di fronte al guasto che rendeva inutilizzabile la retromarcia, riducendo drasticamente la manovrabilità, si è deciso di sospendere la prova. Al TWT sono occorsi solo 36' per constatare l'impossibilità di riparare rapidamente il guasto e procurarsi un gommone di rimpiazzo. Con un po' di preoccupazione per il tempo perso, la prova è ripresa. Ma presto è stato necessario fare i conti con un'onda eccessiva per la sicurezza dell'Ordegno. Poco prima delle 13, con il catamarano a riva per la terza volta, gli organizzatori erano di fronte all'eventualità di porre fine al tentativo a causa della risacca contro il molo e la banchina che rendeva pericoloso il transito sul lato NE del bacino. Una breve ricognizione sul lato opposto ha però appurato condizioni del mare sorprendentemente più rassicuranti, e dopo 24' si è deciso di proseguire limitando il tracciato al solo lato SW a ridosso del molo di fronte a quello della nostra postazione. Gli ultimi due equipaggi hanno quindi completato le 24 ore su un tracciato modificato, ad ovale, delimitato da 2 boe.
Nonostante si sia persa 1h 17' del tempo a disposizione, il risultato finale (provvisorio) di 233 km percorsi è di tutto rispetto e i festeggiamenti dell'intero Team sono stati entusiastici nonostante la fatica, tra le congetture su quale avrebbe potuto essere il record senza gli inconvenienti. La soddisfazione è stata condivisa dagli osservatori, anche constatando il corretto funzionamento dei sistemi GPS. I risultatati ufficiali sono attesi a breve insieme al rapporto da inviare alle organizzazioni internazionali, mentre per la convalida da parte di queste occorreranno tempi più lunghi. Così si concludeva la prima esperienza sull'acqua di Propulsione Umana, che ci auguriamo possa dare inizio a una collaborazione con il Trieste Waterbike Team che tragga vantaggio dalle competenze ed esperienze di entrambi i gruppi come dalla passione dei loro membri. Desidero ringraziare personalmente il capitano Stefano Venier e tutto il Team per l'assistenza e la calorosa accoglienza che ci hanno riservato, Andreas Schlief e Giuseppe Carignani per il loro prezioso contributo tecnico.
Marco Spada
Il servizio del TGR Friuli Venezia Giulia (al minuto 15)
Video e notizie a cura dell'organizzazione 'la Bavisela'
Superamento del vecchio record (video)
Il sito del Trieste Waterbike Team
Commento dell'osservatore PU G. Carignani (in inglese)










