Propulsione Umana - Human Powered Vehicles Italia

Son ragazzi...

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Eccomi qui dopo le fatiche di un mondiale ancora indaffarato a leccarmi le ferite di una faringite che invece di andarsene vuol passar di grado, che  mi tocca per forza tirarmi su dal letto e mettermi davanti al terminale a raccontarvi l'impresa di quei ragazzacci di Oriana e Stefano, che hanno sfruttato Monza come trampolino di lancio per un giretto fuori porta...
Ripassati per le rispettive magioni per un paio di giorni di lavoro, il mercoledì partono da Malo alla volta di Pomposa, la sera dopo sono a Porto S.Elpidio, la notte successiva dormono a Foggia, per poi attaccare un "tappone" che passando per Potenza li porta a Vibo Valentia dove dopo una buona dormita ripartono verso il traghetto che li porterà alla loro meta programmata ovvero Taormina.
Giusto il tempo di una cenetta con gli amici che li attendevano per poi l'indomani attaccare la scalata dell'Etna.

Mancato per poco il rendezvous  con il nostro Wunkyai domani dovrebbe iniziare il ritorno, ma questa è un'altra storia.
Altra storia anche quella di Sjaak Bloemberg che dopo aver rischiato di vincere la drag-race con la sua fida Woody, ripresosi un paio di giorni a Milano da amici, è partito verso est per un bel giro che lo dovrebbe riportare in Olanda dopo aver girato mezza Europa. Venerdì infatti la mia piccola Susanna girando per Vicenza ha intercettato la la woody di Sjaak, ancora con il numero di gara bene in vista, parcheggiata in Piazza dei Signori, giusto di fronte alla Basilica Palladiana.
Di li a poco Sjaak era giunto a Venezia che avrebbe visitato l'indomani, per poi fare rotta verso la Slovenia e avanti... Il tutto a bordo della sua creatura di multistrato che lo accompagna dal 2003.

I campionati mondiali sono anche questo, l'occasione di vedere da vicino le più interessanti ed anticonvenzionali creazioni sul tema "Human powered improvement".

Il giro a "Mantova"

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Il nostro giro a "Mantova"

Dall'alto Vicentino giù a scoprire le ciclabili di Mantova...

Sabato 12.09.2009 ore 6.30 sveglia, tutto già pronto, poco dopo le 6.00 Zulu (si, insomma, le sette) parto da Dueville alla volta di Malo, dove ho il rendezvous con il resto della marmaglia.

Massimo mi aveva solleticato per fare un bel girettino, ma senza tanta salita (100-150km), così ho sentito Stefano ed Oriana mentre Massimo portava anche Davide, non di più perché si pensava di fare un trasferimento auto + carrello (alla faccia della Propulsione Umana...)

appunto si pensava...

Arrivo a Malo dove stanno giungendo gli altri (qualcuno che aveva detto d'arrivare in bici arrivava su un grosso SUV Fiàt!! [come è strana la storia dell'automobile, si può comprare un grosso SUV del nuovo supercolosso Fiat con un bel motore mercedes dentro al cofano...] comunque -10 punti) non sempre, per fortuna, il buongiorno si vede dal mattino, infatti le gambe fino a quel punto non ne volevano sapere di girare...

Dopo un breve briefing si decide di partire direttamente in Bici verso Verona, girare verso Mantova per intercettare la ciclabile, e poi scendere verso Ferrara, risalire fino a Lonigo, Vicenza e Malo. Massimo è un po' preoccupato perché la lancetta si sposta sui 200-250km.

Lasciare la macchina a casa riduce "idealmente" il raggio d'azione ma vuoi mettere la soddisfazione!

  8 e10 circa Si parte direzione SUD stiamo ai piedi delle colline, a Isola Vicentina la prima "bella" sorpresa: mi rimbalza addosso un calabrone che prima di lasciarmi andare mi punge due volte sulla coscia sinistra aiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiia, Piripicchio!! pizza fritta!!! ---------------- aiii, aii, aii, aii, aii ...continua più o meno a 1 hertz fino a Rovereto... Rovereto???

Eggià, proprio così, siamo finiti a Rovereto; ad un certo punto vicini a Verona Stefano mi butta li :- ma perché non andiamo fin sul Garda

...poi prendiamo il traghetto fino a Riva, continuiamo fino a Trento e poi avanti...

- poi si decide vediamo il vento.

La butto li agli altri così... facciamo rotta verso Lazise, Oriana sogna il bagno al lago, Massimo voleva scoprire la ciclabile di Trento, Stefano voleva fare il lago anche da sud a nord, io... ma ...forse a Mantova non ci sono belle ragazze in costume, mentre Davide si attacca (nel senso che si attacca alla compagnia senza fiatare).

A parte passare il centro di Verona (gran confusione) il tragitto in statale è stato buono, a tratti molto divertente (sulle colline verso il lago, dove ho sfiorato i 72 all'ora - he he he! la mia elaborazione ad accumulo di energia cinetica dà ottimi frutti... chiedere anche a Massimo, meno all'Oriana...), divertente come, a Bardolino, risuperare certi automobilisti arroganti che 10 km prima, per il solo fatto di essere rinchiusi in una scatoletta di latta si sentono in dovere di superarti, strombazzare e magari stringerti pure!!!

Bardolino? -ci fermiamo a mangiare? -Già che ci siamo arriviamo fino a Garda -OK!

A Garda ci facciamo la passeggiata rigorosamente a piedi cercando il posto giusto per azzannare qualcosa, e alla fine decidiamo di mangiarci una pizzetta in gelateria! (?) 

MI chiederete -tra quanto arriva il cappellaio matto?

Non preoccupatevi, è a Malcesine che ci aspetta con il bianconiglio!

Davide anzi giura e spergiura che, mentre (colto dai crampi) ci raggiungeva in cima alla salita che porta alla funivia, anche il Leprotto bisestile lo aveva superato in impennata, e noi crudeli, ci stavamo reidratando con cotanto di bevande energetiche canticchiando :- un buon noncompleanno...

A volte l'esperienza... alla gelateria infatti servivano l'acqua solo in bicchieri da 0.20 alla modica cifra di 1 euro tondo tondo, Davide non aveva alzato troppo il gomito, così come in una pausa tecnica ad un lidl prima di Verona dove tutti avevano approfittato per rifornire, ma forse è anche che Davide era l'unico che pedalava senza tacchette....

ma torniamo a noi... ho detto funivia? che idea! Su fino in cima al monte Baldo e poi giù a capofitto verso casa.

...La prossima volta, visti i 3 km di sterrato-con-buche al 5-6% che ci attendevano sulla vetta e alla probabile gelata che si prospettava Guardando il cielo sopra la cima...

Che facciamo? ritorniamo sui nostri passi o affrontiamo la salita di Nago (quella, per intenderci, che al raduno di Rovereto abbiamo fatto in discesa a pazza velocità), e poi su verso Trento?

tornare indietro? Che tristezza.

Via allora, il vento contrario si fa sempre più fastidioso ma ormai... Oriana battistrada si mette all'inseguimento di un gruppetto di ciclisti.

Vai Ory (non c'era bisogno di dirlo) così in un attimo sono dietro

come? una donna con quella bici chopper ci passa così? ennò e...

tutti in scia, in quel mentre parto io seguito da Stefano, nella confusione il gruppetto si attacca a me, Stefano supera tutti di slancio ed io lo lascio andare poi piano comincio ad accelerare dopo un po' ne perdo uno, poi un altro, alla fine ne resta uno solo ma duro a morire, lo tiro fino ai 47 allora poi come d'incanto puf sparito (prima del nostro arrivo viaggiavano a 27 km/h...)

Siamo a Torbole, Gelatino offre Stefano,stavolta passo io, son già preoccupato della salitella corta ma tosta e infatti ho qualche difficoltà a portare su i 125-130kg del mio complessivo (che sia venuto il momento di installare i bloccaggi ruota in titanio?). Ho un po' troppa catena (per girare attorno al 73...) così quando scendo sul 34 basta una oscillazione di troppo e la catena salta un dente, che su certe pendenze a bassissime velcità è fatale.

Ma io essendo "bassino" non cado ma rotolo dolcemente a terra.

il problema è che vista la grande pendenza continuo a rotolare... vedo quasi la cima quando la seconda"rotolata" mi consiglia di tacchettare per un po'.

Solo in quel kilometro ho dato la possibilità ad altri ciclisti di superarmi, ma il più veloce è stato proprio Stefano, che oltretutto una volta arrivato in cima, è ritornato giù per controllare la nostra situazione. (sbruffon...)

Una volta in cima e presa la ciclabile che porta a Rovereto la pedalata è tornata leggera, anche ripensando alla faccia preoccupata del tipo, quando Massimo, passando di fianco al SUV Porsche che che occupava tutta una stradina del centro, mimava il classico stridio di unghie su lavagna (brrrr pelledoca).

Arriviamo tra paesaggi bucolici fino a Rovereto, dove ispirati ci dirigiamo alla stazione delle corriere: la mia idea era stata quella di prendere il pullmann fino al passo del Pasubio e poi giù di un fiato ma, sempre per lo zampino del bianconiglio ci ritroviamo in mano il biglietto fino a Carbonare ad aspettare il bus per Lavarone che sarebbe passato di li dopo 3 (!!!!) minuti.

Infatti il bus per il passo del Pasubio non arriva al passo, ma si ferma a Piano, e poi c'è un altro bel po' di salita. Vista l'ora ormai tarda (18.00), pedalare la salita ci manderebbe ai supplementari...

così 13.50+5 euro per le bici e siamo a cavallo, da Carbonare a casa è più lunga (circa 60 km) ma con poco dislivello positivo.

5 bent ci sono state un po' giuste, ma smonta che ti smonta... ou!!! abbiamo messo su tutte le ruote? Bo?

A Carbonare rimontiamo velocemente le bici e poi giù. Come sempre sono l'unico in maniche di tela (è il caso di dirlo) Oriana mi viene in aiuto con un asciugamano, così mi imbottisco un minimo anch'io ma, per non gelarmi troppo, pedalo sopra la discesa, ed arrivo ad Arsiero 5 minuti prima di Massimo e Stefano e 8 minuti prima di Oriana e Davide.

ormai è notte. Per fortuna chi più chi meno abbiamo portato la luminaria, arriviamo a Piovene Rocchette poi di volata a Schio, salutiamo Davide e poi giù verso Malo, Stefano ed Ory fanno una digressione al McDonald(?), mentre io e Massimo tiriamo dritti così lo aiuto a caricare la bici in macchina (ups... scoperto!) e poi, giù a Dueville,gli ultimi 14-15 km

Bella Mantova, quasi quasi ci ritorno!

mappa giro a

 

Randonnée delle Foglie Morte

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Domenica scorsa, 25 ottobre, un gruppetto di umani propulsori reclinati ha partecipato alla Randonnée delle Foglie Morte. Il nostro socio e segretario Marco Spada ci propone un diario personale dell'evento e dell'intera giornata pedalante che pubblichiamo volentieri a inaugurazione della sezione "Viaggiare".


Randonneurs reclinati

Mi sveglio alle 5 e mezza! che, grazie al benevolo effetto del cambio dell'ora, in realtà per me erano le 6 e mezza (capirai!). Parto di casa alle 7, è una giornata tersa, di sole e... fa un freddo cane! Lasciando Biella si scende, in ogni direzione tranne verso le Alpi a Nord: cosa fai quando hai freddo in discesa? vai forte!

Comincio a scaldarmi solo alle prime salitelle dopo Cossato, ma ormai ho preso il ritmo... insomma dopo un'oretta passo già il Sesia e, allo scoccare delle 2 ore, entro puntualissimo in stazione a Novara.

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